Valutazioni dirette e indirette
Ogni umano dipende da come gli altri lo valutano. Anche un cartello pubblicitario lo valuta esaltando proprietà e qualità che lui possiede o non possiede.
Ogni umano dipende da come gli altri lo valutano. Anche un cartello pubblicitario lo valuta esaltando proprietà e qualità che lui possiede o non possiede.
Forse le cose più importanti per un umano sono le valutazioni interpersonali: cioè come gli altri lo valutano e come lui valuta gli altri. Infatti le indispensabili interazioni sociali cooperative dipendono da tali valutazioni.
Affinché due persone possano interagire cooperativamente sono necessarie certe comunanze e valutazioni reciproche positive.
La conoscenza, la sapienza, la saggezza, la filosofia, valgono nella misura in cui permettono a chi le pratica di avere buone relazioni e gli evitano di avere cattive relazioni.
Ci sono persone che non sopportano di essere inferiori ad altre, e per questo cercano nelle altre qualsiasi difetto che possa svalutarle, in modo da diminuire la differenza di status.
Di ogni cosa materiale o immateriale possiamo chiederci con chi è condivisibile, e a chi può essere utile. Dalle risposte a tali domande si determina il valore della cosa.
Gli umani si osservano e si valutano reciprocamente per decidere se e come rapportarsi al fine di soddisfare i propri bisogni e desideri, perseguire i propri valori ed evitare l’altrui ostilità.
A che servono le virtù e le conoscenze se non comportano vantaggi sociali? Solo a generare frustrazioni.
Gli ornamenti con cui un essere umano si abbiglia “significano” la sua appartenenza a una certa categoria di persone caratterizzate da certi gusti ritenuti superiori ad altri. In altre parole, attraverso i suoi ornamenti, l’uomo …
Una cosa ha un valore individuale se serve a soddisfare i bisogni di un solo individuo, e un valore sociale se viene condivisa.
Normalmente le buone maniere illudono le persone a cui sono rivolte, che si riconosce loro un aumento di status rispetto a quello di chi recita le buone maniere stesse. Infatti, anche solo dire “grazie” a …