Diversità vs. contraddizione

Diversità vs. contraddizione

Molte persone tendono a confondere la diversità delle opinioni con la loro contraddizione. Danno per scontato che, se due persone sostengono idee diverse, una delle due debba necessariamente avere torto.

Da questa premessa nasce un ragionamento implicito: se un’idea diversa dalla mia è giusta, allora la mia è sbagliata. Ogni differenza di prospettiva diventa così una minaccia personale e l’obiettivo non è più capire se l’idea dell’altro possa arricchire la propria rappresentazione della realtà, ma impedirle di metterla in discussione. A favorire questa dinamica possono essere la paura di aver torto, il bisogno di appartenenza, la difesa del proprio status o la difficoltà di rimettere in discussione convinzioni nelle quali si è investito molto.

Ma due idee sono in contraddizione solo quando affermano cose incompatibili sullo stesso oggetto e allo stesso livello di analisi. Se un biologo interpreta un comportamento umano in termini evolutivi e uno psicologo lo spiega in termini cognitivi, non si contraddicono necessariamente: descrivono livelli diversi dello stesso fenomeno e le loro spiegazioni possono essere entrambe valide. Se invece uno afferma che la disoccupazione sta crescendo e un altro che sta diminuendo nello stesso Paese e nello stesso periodo, una delle due affermazioni è falsa.

Per distinguere la diversità dalla contraddizione può bastare una domanda: possono essere vere entrambe? Se la risposta è sì, la differenza può riflettere prospettive complementari, livelli di analisi differenti o aspetti diversi della stessa realtà. Se la risposta è no, la contraddizione è reale, e allora ha senso cercare quale delle due affermazioni descriva meglio i fatti.

L’errore, dunque, non è riconoscere che le contraddizioni esistono: esistono, e vanno prese sul serio. L’errore è vederle dove non ci sono, trasformando ogni differenza in una contraddizione, ogni diverso in un contrario e ogni dialogo in un conflitto in cui, perché uno abbia ragione, l’altro deve necessariamente avere torto.

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